Fioccava la neve
Giovanni Monopoli
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Fioccava la neve, fioccava
imbiancava col suo candore ogni angolo
ogni punto raggiunto dai graffiti dell’idiozia
fioccava silenziosa, fioccava
a nascondere la vergogna, l’ignominia.
Non più voce s’alzava in quell’andare,
in balia dell’inutile era lo stringersi invano
mentre fioccava ancora la neve, fioccava
nell’oblio del tempo di quell’alba a morire.
I comignoli lapilli sbuffavano tra gli orrori
mormorii senza più voce s’incamminavano
s’accatastavano le ceneri tra gli strazi
lunga era la notte nelle imbiancate capanne
tra gli sguardi assenti e colmi di terrore.
Molto sgomento vigeva, brandelli di paura
non più forza a reggere trucioli di vita
coi visi cancellati da ignobile tortura
mentre la mano poggiava stanca e senza più onore
tra le pareti spente dell’anima così ferita.
Fioccava ancora la neve con intensità
ma non cancellava l’indegno martirio
ogni rifugio restava senza luce svuotato della dignità
e si pregava per la incipiente fine
mentre la neve fioccava ancora
sul cuore della umanità.
©
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L'autore
Giovanni Monopoli
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Commenti (1)
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Stefana Pieretti27 gennaio 2019
una lirica da brivido ricordo così orribile che non si può e non si potrà mai dimenticare molto apprezzata nella stesura dei versi con elogi!

