La medglia (Auschwitz)
Ausilia Giordano
686 poesie pubblicate
+ Segui

La medaglia c’è.
Sei tu che all’appello manchi.
Ogni giorno è per tutti la convocazione.
E la tua presenza all’appello non risponde.
Dove sei?
Perché possa io correrti incontro
e per nome Fratello chiamarti
e nel mio abbraccio e nel mio calore
dal torpore che dentro ti opprime, liberarti.
Ma non rispondi.
Cercherò ovunque il tuo volto e il tuo nome,
meravigliosi come lo sgorgare
dell’acqua del ruscello sui monti.
Ad Auschwitz è tutto un deserto.
Alla Storia farò ricorso,
e chiederò senza sosta indagando,
e lì, dove sarai, sarò io a portarti soccorso,
sopra il petto attaccandoti
la medaglia della Fratellanza.
Mi narran che lì fili spinati t’impedirono il passo,
che da nessun fraterno fuoco
le tue pazienti membra furon riscaldate,
che gravoso oltraggio e durezza somma,
solo per ostilità profonda ti furon riservati.
Inumano oscuro odio ti privò di dignità e amore.
Per le tue estreme penitenze nessuno pianse,
nè lacrime ti furono asciugate,
né da alcuno ti fu chiesto perdono.
Tu immobile, lì, in perenne attesa
di un gesto maestoso di misericordia.
Ma ad Auschwtz nessuno venne per fartene dono.
Una medaglia dal mio cuore ora ti perviene,
in garanzia di un fraterno amore immenso,
che dentro mi scoppia e ti attende,
chiedendoti sempre: "Dove sei"?
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Ausilia Giordano
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Complimenti poetessa! (Mauro Maschiella)
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
M
Mauro Maschiella3 febbraio 2019
Bellissima lirica ove si percepisce l’accorato dolore del poeta, per l’efferato genocidio. Molto apprezzata!
