Quassù
Peppe Cassese
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Quassù è tutto piccolo
il mondo e quella gente
e come su un trabiccolo
si sta precariamente
ma spero che la stella
sfiorata con le mani
sia finalmente quella
lucente del domani.
Tutto laggiù sul piano
tra alberi e cemento
scompare ed è lontano
nel sole insieme al vento
e il tempo mi condanna
ancora a ricordare
tra un canto ed un osanna
i giorni da accordare.
Diventa tutto fragile
qui sopra al campanile
per questa terra labile
segnata dalla bile
che invita l’esistenza
a farsi maniacale
condita dall’essenza
dell’io fenomenale.
Quassù mi sembra inutile
puntare ancora al cielo
nel gioco a volte futile
coperto dal mistero
di questa corsa a schiera
dell’uno contro tutti
e senza primavera
non coglierò mai i frutti.
©
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L'autore
Peppe Cassese
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