Non ci sente non ci vede
Peppe Cassese
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Io gioco a fare trenta con il sette
potendo zimbellare le civette
ma il trenta di febbraio è un giorno franco
e torno volentieri dietro un banco
per scrivere le tante fesserie
che affollano il mio mondo fantasie
di un essere provato dalla sorte
a mettere nel sacco sora morte
la donna consumata dal destino
ché ancora appare vago e farfallino
e ama navigare nella mente
stimandosi nessuno e deficiente
col conto di una vita spesa a rate
provvista di abbandoni e di minchiate
distese sul lettone da chi crede
che il muto non ci sente e non ci vede.
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L'autore
Peppe Cassese
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