Vorrei chiamarlo amore
Peppe Cassese
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Vorrei chiamarlo amore
il verso in grembo a un rapido “ti amo”
che freme dentro il gelo
di questa notte nuda di febbraio
e lancia il suo richiamo menzognero
nell’ammantare il cuore
con la coperta rosa del tuo abbraccio
che ad ogni istante fugge e si nasconde
sotto il mantello vergine dell’onde.
Vorrei chiamarlo amore
anche se mi sgomentano i tuoi occhi
che tornano a cadere
nell’acque misteriose del domani
con l’incoscienza amica e salottiera
grazie al silenzio di una quest’ora intatta
così tremante e viva
tra l’essere e il non essere di un altro
col vecchio trucco di un cantore scaltro.
Vorrei chiamarlo amore
così come ti svelano le mani
che tramano segreti
nei vuoti mai afferrati della mente
col fuoco che si è acceso all’improvviso
la sera di un agosto un anno fa
alle ventuno e trenta punto e a capo
sulla tua bocca rossa di zaffiro
quando giurasti “Amore ti respiro!”
©
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Peppe Cassese
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Commenti (1)
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RitaLM15 febbraio 2019
Una lirica particolarmente profonda ed efficace, ricca di spunti, sia tecnici che metaforici, e trattata con indubbia maestria.
