Non chiedermi poesie d’amore
Non chiedermi poesie d’amore
la poesia è quel momento
che stiamo insieme
quando cancelliamo in un istante
passato e presente
mentre il mare urla d’orgasmo
e il cielo si colora di stelle cadenti.
Non chiedermi poesie d’amore
non chiedermi di disegnare
quello che non riesco a bisbigliare
quando sul tuo seno cerco frammenti
e sulla schiena nuovi orizzonti
l’odore che emani è profumo d’oriente.
Non chiedermi poesie d’amore
saranno parole incomprensibili
preferisco tracciare nell’aria
nuovi itinerari
mentre guardiamo le navi
quelle navi da crociera
illuminati come alberi di Natale
che a te provocano pianto
a me, tanto smarrimento.
Non chiedermi poesie d’amore
non appagheranno le nostre miserie
quello che però posso scrivere adesso
è che noi non siamo di questo tempo
né di questa terra, né di questa religione
e la lingua non è di un poeta
che vuole lasciare il segno
ma di un uomo che sta invecchiando.
Accettami dunque così come sono
taciturno, sincero e un po buffone
tu sei parte di me e delle mie metastasi
sei la regina del mio turbamento
sei fiamma, pace e incenso
e anche se questa non è la tua poesia
sei l’oro di questo fatuo regno.
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Commenti (1)
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Antonio Terracciano14 febbraio 2019
Secondo me il poeta evidenzia una cosa condivisibile: non si possono scrivere poesie d’amore nei momenti in cui si ama (a meno che non si voglia correre il rischio di scrivere qualcosa di "ridicolo", come le famose lettere d’amore di Pessoa), perché in quei momenti la sede del sentimento è nel cuore, e non nella mente. Le poesie d’amore valide, sempre secondo me (e, immagino, anche secondo l’autore), sono quelle che si scrivono quando esso è finito (da poco, ma forse ancor meglio da un non breve periodo), perché occorre tempo per far sedimentare nel cervello, e quindi per potere esprimere lucidamente, quelle emozioni e quei sentimenti così densi, ma così confusi, che nascono durante gli amori intensi.