Filippo Giordano Bruno (17 febbraio 2019)
Peppe Cassese
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E resto il figlio di una terra antica
ricca di gente e storia non comune
dove si nasce e muore con fatica
terra di San Paolino e di fortune.
E il verbo mio si sciolse irriverente
nel tempo delle lotte per la fede
col padre che bruciava cuori e gente
ed affidava al rogo la mercede.
Al vero Dio fonte del vangelo
il dono di parlare ognora invoco
da questa croce traboccante stelo
ardente testimone del mio fuoco.
E piango questa patria di giganti
che oscura e inerme non si mostra audace
e grido a questo mondo a me davanti
che sordo e cieco ancora troppo tace.
E prego la mia genie e questa terra
ché non si arrenda pure se ferita
e corra ad intraprendere la guerra
per fecondare il seme della vita.
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L'autore
Peppe Cassese
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Congratulazioni di Cuore 👍 Felicemente segnalata✨ (Danilo Tropeano)
Davvero molto belli questi versi, e condivisi. (Fiammetta Campione)
Da incorniciare. (RitaLM)
Un grande canto da conservare gelosamente. (Giuseppe La Marca)
Commenti (2)
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Danilo Tropeano17 febbraio 2019
Disse Gesù: " Chi vuole salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per causa mia, la salverà. Infatti, quale vantaggio ha un uomo che guadagna il mondo intero, ma perde o rovina se stesso? (- la sua Anima?) " Messaggio di vita eterna meravigliosamente declamato in tale bellissima poesia che ciò mi ha luminosamente trasmesso e richiamato.
G
Giuseppe La Marca18 febbraio 2019
Una lirica speciale dedicata ad uno dei filosofi più controversi, presentando con rapidi e felici tocchi di un uomo, la cui unica colpa era di propugnare il libero pensiero, in un periodo in cui di libero non c’era niente.

