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rosanna gazzaniga
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Il cuore. Tu mi fai segno restando immobile, pieno di luce
Tu così stabile, fatto di marmo, curve e pazienza.
Indichi il cuore.
Anche il vecchio storto che ho incontrato in Via Emilia, ce l’ha.
E il suo, batte tra odori d’urina e scarpe scalcagnate.
Ma il mio piange di pena, così incapace di allungare una mano, toccare
abbracciare.
Il disgusto provato mi si riversa contro.
Per alcuni è un tormento la vita, è solitudine
per altri impotenza d’essere buoni.
E resto qui, sola, con la pace intorno che però è distanza.
Chi mi salverà?
Un suono, un sms mi avvisa dell’avvenuta ricarica.
Il grido interiore che non esce, della mia miseria
di quella vita cresciuta in poche mosse
che malgrado palpiti paurosamente è invincibile.
Quando mi avvio mi accorgo di foglie che ondeggiano
di raggi di luce che vibrano e ascolto sorpresa
la voce gioiosa di un piccolo bimbo
che strappa ridendo l’incauta pianticella
cresciuta in un tombino.
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rosanna gazzaniga
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