La magnolia

Canta la notte il suo silenzio,
accarezza pietre sconnesse
e grandi mura;
piange foglie rossastre
sul giardino sfiorito
nell’inverno che avanza.
Scricchiolano furtivi e lenti i passi
mentre stride il vecchio cancello,
- e torna un sorriso fugace
figlio d’un tempo perduto e felice - .
Geme nel vento la vecchia magnolia
il tronco bruno e stanco;
sulla corteccia celata allo sguardo
ecco - incisa - una data.
Nel lieve stormire di fronde
il chiaroscuro d’un vecchio lampione
squarcia la notte - e accende improvviso
il ricordo dei baci a cento a cento - .
Raccolgo sassi,
e senza voce e senza pianto
respiro piano, sfiorando quei graffi,
col rumore del cuore
che sgocciola piano un dolore antico,
quel primo sogno d’amore, svanito,
- disseccato come fiore reciso -
che occhieggia alla luna tra i rami
e mormora piano il tuo nome.
Sfuma quel viso dai riccioli bruni
e sorride, - e sorrido -
mentre stride il cancello sul nuovo addio.
©
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L'autore
Franca Canfora
Difficile parlare di me, dirvi chi sono con poche parole. Franca in fondo è solo una semplice sognatrice, per la quale la poesia è passione, voglia di raccontare emozioni, gioie, dolori, ma anche cura dell’anima. Per questo lascio aperta la porta del cuore, lasciando che a parlare sia proprio lui, il centro del mio mon
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