Reo e colpevole (I nodi della storia)
Peppe Cassese
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Se non ricordo male
con Eva e con Adamo
io stavo sopra il ramo
truccato da serpente
lassù sinuosamente.
Se non mi sfugge niente
nei campi con Abele
io ero il dio crudele
mentre col buon Caino
studiavo da assassino.
Essendo traffichino
vagavo per Gomorra
barando con la morra
a Sodoma altrettanto
da Lot il finto santo.
E non vi dico quanto
ho preso gli innocenti
che strage e che accidenti
le notti bianche a dieta
coi magi e la cometa.
E ancora che profeta
ho fatto per il Cristo
avendo io previsto
la croce ed il calvario
studiati in calendario.
E’ questo il mio diario
le imprese da mercato
del va a morì azzannato
coi nodi della storia
che Dio me l’abbia in gloria.
Qui metterò in memoria
Baffone e i sei milioni
migranti con terroni
bambini in fondo al mare
perduti nelle bare.
E infine sembra e pare
la mia coscienza è sporca
dannatamente porca
tra stragi e terrorismo
caprette e vittimismo.
Per cui nel pluralismo
son l’unico dannato
tra tutti il più spietato
colpevole e ben reo
un turpe babbaleo.
Dal buco all’ipogeo
fratello del misfatto
col male firmo il patto.
E questi fatti rati
lo attestano i cognati.
©
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Commenti (1)
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G
Giuseppe La Marca12 marzo 2019
Assolutamente di gra pregio. Un tono ironico da Oscar, capace dio prendersi in giro, in un verso che scivola e legante e satireggiante, tra le pieghe di un modo di essere quasi pazzesco.
