Il sole da venire
Peppe Cassese
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Ho gli occhi vuoti e il naso che non sente
il lezzo del futuro e il mio presente
attende un po’ curioso in questo anfratto
dove il passato muto è insodisfatto.
Illuso da promesse di mestiere
balbetta sulla strada e il miserere
ritenta coi monconi di un sorriso
di dare una pulita a mani e viso
e fiero del mio essere nessuno
racconto balle a sbalzo e inopportuno
galleggio in questa melma uliginosa
sperando nei profumi di una rosa.
Ho il cuore franto e tu me lo disprezzi
sapendo che domani lo rappezzi
con l’orma riesumata sul selciato
tra pietre ornamentali e l’arbitrato.
E salvaguardi il vanto del tuo niente
nell’aria tempestata e dirompente
tra raggi spenti illuminati a sera
dalla più ardente e ossuta sicumera
e canti quella fine già trascritta
che sa di pane duro e di sconfitta
a gente abituata a sopperire
i raggi del tuo sole da venire.
©
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Peppe Cassese
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