Don Savino Coronato
Sono, i grandi maestri, spesso quei
professori che poco si capiscono
quando qualcosa spiegano, che lasciano
menti degli studenti arrovellarsi
per comprensioni ostiche, impossibili.
Si maledice sul momento chi
è stato troppo astruso, incomprensibile,
e volentieri si vorrebbe essere
in quella classe a fianco, dove opera
un insegnante più modesto e umano.
E non si pensa allora che non è
importante capire la materia,
mentre conta che essa bene apra
una piccola via dentro il cervello,
sottilissimo varco per accedere
a scoperte profonde e inusitate.
Questo mi succedeva, don Savino,
quando agli ultimi anni di una scuola
superiore che poco mi piaceva
seguir dovevo quelle inaccessibili
(per un ragazzo ancor di sedici anni)
dimostrazioni delle matematiche
verità che perfino un laureando
stentato avrebbe alquanto a digerire.
Tu che di Majorana fosti allievo
prima ch’egli (dal mar? ) fosse inghiottito,
e dopo l’assistente assai prezioso
di quel genio che al nome di Caccioppoli
rispondeva, no, certo non potevi
riuscire in quella scuola ad insegnare
la tua materia in modo un po’ più facile,
perché banalità non mette piede
più in chi è stato vicino a tali mostri.
Adesso ti ringrazio, don Savino,
ora che non sei più su questa terra
ormai da tanti anni (chi lo sa
se hai raggiunto quel Cielo che il tuo abito
talare prometteva? ) : la mia mente
conserva ancora originalità
di pensiero, che tanto possedevi,
pure se l’ha spostata in direzioni
lontane dal tuo scibile ufficiale
(è nella vita tutto matematica,
condita con le salse più diverse) .
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L'autore
Antonio Terracciano
Sono un ex insegnante di scuola media (di francese) , e vivo nella cittadina in cui sono nato (a quindici chilometri a nord-est di Napoli) . Da giovane scrissi un centinaio di poesie (quasi tutte adesso da buttare) in versi liberi (e qualcuna anche quasi ermetica) , ma poi, dopo un letargo poetico durato più di trent'
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