Vino antracite
vezzeggiata
infanzia perduta
all'orlo del bicchiere
con sorseggi domati
nelle labbra selvagge
e chissà ora che senti?
e non ti accorgi
che è già
mattina da foresta
col cielo
disboscato di nuvole
chiara apoteosi
di un albero suicida
velato nell'aspetto
di una giornata miope
si elevano le foglie
al passaggio del vento
al passaggio di un amico
afflitto dalle menzogne
menzogne
stupidi racconti
di verità
e tu strappi
le radici del bambino
che non sei
riuscito ad essere
o nessuno
ti ha permesso
di scegliere
vittima di un abbandono
per quell'irraggiungibile
madre mai vista
per un padre sofferente
tra i fiori di una tomba
or giochi solitario
senza ansimar rivincita
vino antracite
ai piedi dell'albero
altalena al collo
e battiti
sempre più lenti
occhi morenti
buio infinito
©
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L'autore
Sincity
Commenti (1)
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M
Morpheaemozionale24 dicembre 2007
è da brividi... verso dopo verso... è un distillato di liquida poesia
