Ti incontrai
Saverio Chiti
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Ti conobbi il primo giorno di scuola
eri pochi banchi a me lontano
splendida fanciulla dalle trecce rosse
e dal fisico allampanato, mentre l’amica del cuore
tenevi per mano...
La maestra, così severa
poco spazio ai piccoli alunni concedeva
e io dall’ultimo banco quasi mai alzavo lo sguardo
se non per scrutare di sott’occhio
quelle dolce danzare delle tue trecce
che in un balletto di emozioni mi estasiavano il cuore,
io timido bimbo dal fare indeciso m’innamorai
di quei capelli per me così buffi e ribelli,
io che fino allora non avevo conosciuto che fratelli.
A volte t’incontrai a messa, quando con mia madre
la domenica uscivo dal mio guscio infinito
da cui quasi mai fuggivo, tanta era la mia timidezza
nel confrontarmi con gli altri.
Spesso capitava di fare un tratto di strada insieme
io con mamma e tu con la tua, signora dai modi gentili.
Il tempo passa, a volte in modo deciso
a volte con fare leggero, è così che da allora
dopo ogni anno passato in scuola assieme
sono le tue trecce ciò che più ricordo,
un inconscio pensiero che mi riporta indietro nel tempo
quando da timido bimbo fantasticavo su esse...
Anche mia mamma sai, da piccola aveva così
agghindato i capelli, i suoi erano mori,
ma altrettanto belli
finché l’impavido fratello sfidando l’autorità della madre
non ebbe a tagliarli per il solo gusto del dispetto.
Chissà se anche i tuoi subirono la stessa sorte
oppure fu per tua scelta...
Ti conobbi il primo giorno di scuola, così come le tue trecce
le nostre strade hanno preso vie diverse
solo parte del nome conservo nel cuore, visto che tuttora
ha in me un posto speciale.
©
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L'autore
Saverio Chiti
“ Gli uomini stolti si perdono ai confini della ragione, e spesso è nella follia, che trovano rifugio “ non so se faccio parte dei primi, e quindi ancor oggi vivo la mia ragione d'essere, oppure il mio Essere trova rifugio nella pacata follia del domani... nel dubbio, mi cibo d'ogni essenza... amo riflettere ad
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