Dietro una porta chiusa
Risuona
in me
come fosse
una voce familiare
di cui però
più
non comprenda il dire.
Ne avverto
solo
l’urgenza
l’inquieta
lacerante presenza.
Ha
il profumo
di quella passeggiata in montagna
dopo la pioggia.
Ondeggia
lieve
come quella tenda
che
lasciava intravedere
il mare
illuminato dalla luna.
Vasta
e solitaria
come quella terrazza
in cui guardavo
il cielo
tra voli di rondini
e
lenzuola stese.
Ma
più simile
ahimè
alle risa spensierate dei grandi
che
nelle lunghe sere d’estate
mogio
ascoltavo
dietro la porta chiusa
della mia
febbrile
insaziabile infanzia.
©
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Poesia... (Selene Rossi)
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