Maddalena
Storni lo sguardo
o corrughi la fronte
se, del paradiso,
le porte fisso
da sempre chiuse
di natural istoriata bellezza
e il mister piango.
I calzari, intanto
lego
come eunuco
mesto e furente
sciolgo, dai decori,
l'indomabile corpo,
gli occhi bassi
ma non cieco
alle meraviglie che sforgi
timida e spavalda.
la maglia con me porto,
a notte,
nel gelido e casto letto
per goder
nell'olezzo calor
e allor m'addormento.
Cibo e vettovaglie porgo
e m'affretto se,
sulla tua pelle,
un brivido scorgo.
Salva la vita avesti
dall'abile schiavo
perché senza lui morresti.
Sgabello per i tuoi piedi,
perfetti, odorosi,
di menta e salvia aromati,
divenni,
tu, pentita innamorata,
di lacrime e unguento,
i suoi curasti,
io,
umile servo,
blasfemo, dico,
l'onor più grande,
in dono ricevei,
di leccar la strada
che lesta pesti.
Di me non so il destino
e sol la tua nuziale promessa
in vita mi tien.
©
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