Serenità
Paolo Ursaia
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Lingue di fuoco
allungano eteree dita
sul volto della notte
a cercar di stella in stella
il filo terso dei miei pensieri,
assorti in una voluta di fumo.
Lontano,
lontano dal quotidiano fragore,
riscopro la purezza dell'istante,
la concreta gioia
d'esistere,
a null'altro finalizzato,
se non a se stesso;
placido
riaccendo la pipa,
e, tra conviviali sorrisi,
rilasso l'anima mia,
nel buio d'africa gentile.
©
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L'autore
Paolo Ursaia
Romano, classe 62, medico anestesista rianimatore. Rimasto orfano di padre molto presto, e molto presto costretto a guardare la realtà con occhi disincantati, attraversa la vita come un osservatore spesso muto e distaccato, non condividendo molti dei miti attualmente in auge. Impegnato nel sociale vero, vi agisce con
Commenti (1)
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M
Maria Francesca28 dicembre 2007
Esistere per apprezzare tutto il gusto dell'essere, la centralità dell'io come momento di riscoperta di se stessi
