L’arcangelo di Dio
Nevica sulla stanchezza delle vene,
sull’erba livida e sulle spine nere.
Nevica sui merli delle torri medievali
che rubano il sonno al cielo.
E tu d’improvviso passi sotto le mura senza voltarti,
con una daga in mano e mille ceri in processione.
Mi coglie di sorpresa il tuo sguardo mistico,
quell’ondeggiare fiero sulle preghiere,
e resto a guardarti nudo,
come un ciliegio che ha rinunciato a fiorire.
Vorrei parlarti del mio dolore,
chiederti che fine ha fatto il tuo,
ma svolti dietro un angolo di crepe
con ali che non sanno più volare.
Oggi mi nevica sul cuore.
©
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Le sensazioni lasciate dai lettori.
...bel testo, sì... (Lia)
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