Muti violini
Stefania Siani
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Le dita pizzicano
corde dolorose e dolenti,
sospese tra cime di un passato
carico di alberi ventosi.
Si annullava la distanza
tra il cielo violetto
e la terra bruno rosso
dei tuoi vigneti,
quando di musica arcana
e soavi violini si discuteva,
nelle fresche sere di ottobre.
I filari di bassi alberi,
rimandavano profumi
di proibita ebbrezza
e note limpide e cristalline
racchiudevano
piccanti segreti.
Ora è silenzio,
le foglie sono ferme,
non passa il vento a salutare
i corposi grappoli,
né le opulente pigne
accennano inchini
al mio passaggio.
Hai lasciato muti violini
e incomplete melodie
tra i filari bruniti
a salutare
il mio solitario incedere.
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