Nelle calde sere
Paride Giangiacomi
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Nelle calde cosce della mia città
arrossisco anche io
insieme ad un micio
che si rotola al sole
tra cocce di gerani freschi di serra.
Mattoni serbano calore,
rilasciando umori di tiglio e licheni antichi
custodi silenti di mortali facezie umane...
Par che sorridano se d’improvviso palpebre
si aprono ed illuminano
al pari di fuochi fatui;
la fioca luce rimbalza,
s’ intreccia a far capolino
tra alberi secolari e oscuri ricettacoli
tra specchi ciechi, case vuote
dove pur la solitudine è sola
tra echi sordi che spellano infissi...
Oh, mia Città, spremuta vergognosamente e senza ritegno
come da pietre cavar vorresti linfa vitale
abbandonata e sterile di giochi, di grida sguaiate,
al frinire isolato di chi ancora spera
di esser ascoltato, nelle calde sere di mezza estate.
©
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Paride Giangiacomi
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