Il tempo delle messi
Peppe Cassese
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Resta soltanto il tempo delle messi
il fiato che sospeso attarda il taglio
del giorno nuovo stretto nell’inganno
e tu che sei di ghiaccio
ascolti indifferente il mio lamento
in questo viaggio a due sulla scogliera
tra il mare grosso e l’onda di concerto
lungo le sponde amate a cielo aperto.
Resta soltanto come e più conviene
quel piccolo rondò di mezza sera
le note stanche e ripetute invano
al sole e a questa aurora
scaltra e tiranna amica mai sincera
capace di contare al buio le ore
che passano distanti e ormai decise
col petto dentro gli occhi ed improvvise.
Restano soli e solitari vanno
questi momenti freddi di una vita
con la candela accesa da riparo
compito vecchio strano
sul muro del rancore e del coraggio
coi fili tesi e pronti al sovvenire
feriti e ormai consunti dal pensiero
di questo mondo amante e prigioniero.
©
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Peppe Cassese
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