Quante volte
Quante volte mi son perso
nelle strade impolverate della paura
quante volte mi son perso dentro me
tra le fiamme del mio Inferno
che bruciavano l’altro me.
Quante volte mi son visto vecchio
come un bambino
sofferente come mia madre
forte nel dolore come mio padre
inerme come un Dio all’odio e alla violenza
fragile come un foglio di carta di una mia poesia
cane sbandato che fiuta il Paradiso
chiazza di sangue nel mare della sera
luce, anarchia, chimera.
Eppure continuo a camminare
e più avanti vado
e più regolare, spedito è il mio passo
più leggero, libero, sognante
verso il mio io
che si avvicina alla scia di Dio
negli occhi tristi
disegnati sull’ombra della luna.
©
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