Tiresia
claudio coppini
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Va’ da lui,
vacci sola.
Ci credette e partì.
Giunta sulla soglia
chinò il capo
e interrogò
l’oracolo:
"Sai dirmi,
sommo indovino,
quando sorriderò ancora?"
Lui era passato
anni prima da Tiresia
per sapere quello
che avrebbe potuto essere
e non era stato”.
Ma quella volta
la voce che risaliva
dal profondo della terra
non proferì parola.
Considerò il silenzio
una risposta.
E rimase in fiduciosa
preghiera.
Lasciò allo spirito
l’arduo compito
di estirpare dal cuore
l’insano amore
di cui si cibava.
Era arrivato
il tempo opportuno,
strettolo tra le mani
senza turbamenti
sotterrò nella terra
il loro amore.
E senza voltarsi indietro
riavviò i suoi passi.
Aver dato il tempo
alla risposta di formarsi,
averla sostenuta
con fiducia e in preghiera,
sentiva che era
un passaggio vitale.
Rispondere è vivere
aveva letto sulla pietra
all’ingresso della grotta.
Le risposte aprano strade
nuove, diverse.
La luce ha sue vie
con cui è necessario
essere in contatto...
Gli umani
hanno il dono prezioso
della parola dialogante
per restare nella luce.
Rinunciare,
coprirla sotto un mantello
o giocare a nascondino
con il buio
è un grande rischio
che facciamo correre
alla parola.
Scegliere il luogo
del buio
al posto del luogo
della luce
per il confronto
il dialogo
è il doppio inganno
ripetuto all’infinito,
autodistruttivo
per l’individuo
nefasto per l’umanità.
©
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claudio coppini
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