Ecco, ora il passo
Paride Giangiacomi
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Ecco, ora il passo
si discosta dallo sguardo:
uno vola, oltre i merli dello Sperone,
l’altro declina dolcemente
al primo di un lungo drappello
a guardia di mura secolari
e cambia e non muta, ora
l’incanto di piccolo scrigno:
par disegnato, a linee pulite
violato di giorno e la sera
nelle dolci ore di incosciente
e quieto andare...
E un refolo di zefiro gentile
invita a trovar ristoro
su panchine a ridosso
delle mura, quasi dei vasi
ad ornamento di tale maestosità.
Creature par che si affrettino
a passare in rassegna
birilli spiumati anzitempo;
le ritrovo più avanti,
a parlare d’amore (forse)
a progettare la vita,
o solo la serata o il domani...
altri ancora, in attesa di uno sguardo:
da anziani si dorme poco,
un po’ come i bimbi.
Scampoli di luna piena,
sul finire di agosto,
sembra arrossire
e di questo non ha perso l’abitudine...
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