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Spirituali 29 agosto 2019 · lettura 1 min · 780 letture

Infido dono

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Marco Forti 502 poesie pubblicate
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Automi di carne sguinzagliati tra la gente che dell’umanità null’altro conservano se non biologiche assonanze lontane reminiscenze. Burattini indemoniati sghignazzanti alla luna che avvinghiati ai più alti scranni del potere della nostra natura ancor meno condividono. E poi nascosti alla vista come camaleonti sullo sfondo usuale delle cose: Loro. Spietati burattinai senz’anima che dall’alto di oscure torri lo spettacolo ininterrotto dell’Illusione per noi mettono in scena. E quale affinità potrebbe mai esserci tra noi fragili figli di Adamo e gli antichi immortali Guardiani? Sensazione rassicurante ma lontana dal vero giacché la nostra stessa mente è in sé il perverso legame! Infido dono perduto nella notte dei Tempi che ai nostri avi pre- umani ignari e reverenti come superiore identità venne spacciata. Con gli altri esseri di questo Mondo alla stregua ci spinge a comportarci rinnegando ogni volta che al nostro cuore ascolto non diamo il divino retaggio della nostra umana avventura.
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Per mantenerci obbedienti, deboli e mansueti, i predatori si sono impegnati in un’operazione stupenda, dal punto di vista dello stratega. Orrenda, nell’ottica di chi la subisce. Ci hanno dato la loro mente... che è diventata la nostra. La mente dei predatori è barocca, contraddittoria, tetra... hanno preso il sopravvento perché noi siamo il loro cibo, la loro fonte di sostentamento... Proprio come noi alleviamo i polli nelle stie, i predatori ci allevano in stie umane, garantendosi così un’infinita riserva di nutrimento. C. Castaneda - Il Lato attivo dell’Infinito pag. 240- 250

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Marco Forti
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