I nodi - 12 (estate ’19)
Peppe Cassese
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Coi nodi la storia si attarda a indagare
volendo scucire l’orrenda matassa
del vecchio e del nuovo uniti all’altare
gli sposi infedeli che il popolo ingrassa.
Tra il cielo e la terra si avvampa la vita
coi cento anatemi spuntati ad agosto
sul Tevere intento si sente tradita
e scopre d’un tratto il lato supposto.
Il prode padano spuntando la stella
non sa che sull’Arno la volpe si annida
e quando si accorge che l’altro brighella
al glabro Volturno rinfaccia Pontida.
Il conte si adegua ma poi all’improvviso
calpesta la rabbia gridando all’offesa
tra seggi e poltrone celando il sorriso
“Il gioco è finito!" lo canta a distesa.
Rifatto il leone si veste da donna
seduto al suo fianco nudato si arrende
e mentre alla piazza ostenta la gonna
confonde la luna col sole e si accende.
Il grillo in gramaglie non palpita al vento
giurando alla folla e alla sconcia vecchietta
di aver tra le mani il sapido unguento
che sana le vele alla nave che ha fretta.
E come nel porto consegue il profitto
il franco ingiallito promette e concede
all’uomo celato nel patto riscritto
che il nuovo domani sul vecchio risiede.
In questa caciara ben più sconcertato
il popolo inerme con l’iva si attassa
e mentre il biondino si dice ammirato
il putto alemanno sculetta ed incassa.
Così questo canto si arrocca col verso
dai toni e gli accenti dei giorni perduti
e tu nel frattempo piagato e riverso
rimetti alla storia i suoi nodi insoluti.
©
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L'autore
Peppe Cassese
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Una sola parola: spettacolare! (Giuliano Esse)
Fantastica fantasia. (RitaLM)
Bella bellissima! (Giuseppe La Marca)
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Commenti (1)
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G
Giuliano Esse31 agosto 2019
Fantasia a gogò in un mondo ricco di personaggi, tra metafora e realtà, dipinti con vena artistica degna del miglior Trilussa. La scelta poi del doppio senario è risultata felicissima.
