Vi invidio
Vi invidio
tutti voi che credete in qualcosa
che alzate sulle spalle la speranza
e la portate in giro per le strade
di una città distratta.
Invidio
le vostre preghiere
mani giunte e canti d’Alleluia
il sudore che scende dalla fronte
avvolto dall’ipocrisia.
Invidio i vostri balli
musiche di fisarmoniche e tamburelli
tarantelle popolari
per scongiurare l’illusione del domani.
Vi invidio
per come riuscite a riunirvi tutti quanti
sotto una croce o una Madonna
come le pecore sui prati della discordia
che cercano il sole, un prato verde
e la Misericordia.
Io vi guardo e quasi mi emoziona
il vostro strisciare lento sulle scalinate
quel suono assordante di campane
per chi come me vorrebbe credere
e invece si percuote
come un Cristo che brucia nella cenere.
Vi invidio
e apprezzo il vostro coraggio
di non guardare più in alto delle nuvole
delle stelle che illuminano il cammino
e del cielo che da qui sembra polvere.
Vi invidio
mentre da questa nicchia di pianeta
mi travolge il mio deserto
il vuoto in gola
e l’attesa.
©
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