Tratto e ritratto
Peppe Cassese
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Così come ti vedo e come voglio
sopra la tela della indifferenza
dipingo il tuo contorto asservimento
col tocco di chi ha tre o quattro casi
segnati sulla strada per Damasco
e appena io rinasco
uso i pennelli che volevi tu
e col tratteggio lo rifaccio blu.
Così come ti voglio e non ti vedo
con i colori di un sapere noto
essendo il tuo devoto
mi accingo con destrezza a continuare
il tardo mio lavoro da galera
e lì seduta stante
ti sfioro temperando quel sorriso
malato dietro un volto a pezzi irriso.
Così come succede alla chiusura
signora mia devota
rivedo ogni momento queste labbra
che rifinisco con un tono acceso
il glicine compreso
nel tuo giardino spoglio da novembre
mentre che il sole spudorato mente
mostrandosi taccagno e incompetente.
Così come da prassi
mi attardo a definire la tempesta
che svapora col fuoco all’imbrunire
col magico pastello del sentire
segnato ai quattro lati
da chi si attende ancora una promessa
ed io che sono un mago sulla tela
azzardo il mio peccato e la tua mela.
©
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L'autore
Peppe Cassese
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Un dipinto in versi. (RitaLM)
Parole in bella mostra. (Giuseppe La Marca)
Commenti (1)
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RitaLM29 settembre 2019
Nulla da aggiungere e nulla da togliere. Un quadro amaro di una realtà, dipinto con parole scelte con maestria e padronanza, con le immancabili metafore, proprie della poesia.
