L’ignaro
Peppe Cassese
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Se mi adatto a incaprettare il mio mondo sulla panca
scovo il cielo che si affanna con le corde di un violino
col suo essere un incanto tra le mani di un bambino
e rammento a cani e porci che gli assegni sono in banca.
E per questo ti dichiaro il vetusto sentimento
mentre il sole con la luna gioca e rischia con le stelle
per segnare i tuoi rimorsi dentro gli occhi e sulla pelle
col problema di chi schiera piume e ali a piacimento.
Se ti dico che la vita più che vera è una finzione
tra i miei salti e l’avventura ben legata a una gonnella
con le foglie dell’ulivo e una bianca colombella
la pitturo con maniera pronto a scrivere il copione.
E per questo il mio gabbiano guarda in basso verso il faro
che fa luce a questa notte ribattuta da un sofista
sopra il mare e tra le onde governate da un artista
per testare con destrezza che lui gioca a far l’ignaro.
©
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L'autore
Peppe Cassese
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Commenti (1)
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G
Giuliano Esse1 ottobre 2019
Una mano felice che accompagna dei versi ricchi di non sense e di capacità espressive.
