Eri regina
Peppe Cassese
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La pelle deturpata ed in degrado
eri regina e ti ritrovi schiava
mentre ti affidi a un alto ignorantado
armata di protervia e folle clava.
Chi sa se si perpetua l’eldorado
che vanta le carezze e ignudo sbava?
E intanto sverni a letto per scoprire
un’altra primavera da smaltire.
Il viso con negli occhi la paura
il trono decaduto e il cielo a pezzi
eri ricchezza e ti risvegli arsura
distrutta dalla voglia che disprezzi.
Chi sa se il giorno nuovo ha dentatura
e arriva ben fornito di rappezzi?
E intanto entra cieca al suo contrario
un’altra primavera in calendario.
©
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L'autore
Peppe Cassese
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