Ricoreno li morti

L’imposta che rintocca adaggio er tempo
scandisce come un tarlo li minuti.
Arido, passa arogante er vento
pieganno i ramoscelli spoj e muti!
La sagoma der muro smollicato
rifrette, ne la pozza putrescente,
quello che resta der vecchio passato...
facenno a gommitate cor presente!
La luce de un lampione intermittente,
se staja a cerchio sopra er marciapiede,
illuminanno er vòto inconzistente
de anime in cerca de la fede!
È proprio questo er logo deputato
indove er tempo score all’incontrario.
Ner marmo “vive” chi cià, ormai, lassato
campanno solo nell’immagginario.
Qui regna pace fusa cor silenzio,
effluvi de miasmi, fiori finti
che goccia, dopo goccia, come assenzio
se perdono in complessi labbirinti!
Armeno un giorno all’anno, la creanza,
ce vede in fila indiana a testa bassa
‘na sfirza de parenti in transumanza
a piagne su ‘na foto o su ‘na cassa!
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!