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Sociale 2 novembre 2019 · lettura 1 min · 1499 letture

Ponti

Mina Cappussi 81 poesie pubblicate
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Distanti esistenze, serragli di appartate anime, dogane evocate a confini di cuori. Di sfere attrezzate teniamo le chiavi, chiudiamo varchi, ritagliamo spazi d’improvvido sè. Movimento di moltitudini illude cammino: è fermo il tempo della solidarietà. Orti curiamo e muri a difesa, differenti colori separiamo or di qua, or di là. Spicchi di cielo sostanziano spazi aerei di dispersi albori, ronde di mare disegnano acque territoriali di uniforme blu. Separate terre tra disperse genti diventano isole, paralleli viaggi di Infinito invaghiti. E allora strappo i segnali, distendo i sogni, e lancio àncore e allungo mani e scrivo scale e stendo strade. Costruisco ponti per l’umanità.
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© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.

La riflessione arriva, col fragore dimesso dell’ispirazione poetica, in un momento storico di pesanti dibattiti sull’attualità delle migrazioni, sull’opportunità di erigere muri e bloccare approdi. Un solipsismo dilagante ci tiene al guinzaglio in sfere d’esistenza dotate di tutti i confort, ma siamo rette parallele che aspirano ad incontrarsi nel dogma dell’infinito. Costruire ponti significa aprirsi al nuovo, guardare oltre, puntellare i sogni su piloni immaginari, collegare nazioni e colori, riallacciare radici

L'autore
Mina Cappussi
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Molto bella, inserito segnalibro (Mina Cappussi)

C’è stato un errore, il messaggio era per altri (Mina Cappussi)

Bellissima☆♡ Plauso! (Vito Marco Giuseppe)

Commenti (1)

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Antonio Terracciano2 novembre 2019

I ponti devono esserci, senz’altro, ma sarebbe meglio per tutti se fossero "stretti" . Nel suo Vangelo Luca, nella parabola della "porta stretta" (alla quale s’ispira "La porte étroite", l’omonimo noto racconto di André Gide), ci insegna che la vera salvezza si ottiene solo superando molte difficoltà, solo passando attraverso una porta stretta appunto. Penso che se l’immigrazione fosse selezionata, premierebbe gli "uomini di buona volontà" del continente nero, che certamente anche lì non mancano, e renderebbe la nostra società europea, oltre che più aperta, meglio organizzata, maggiormente meritocratica, più sicura e giusta, quasi esemplare...