Ponti
Mina Cappussi
81 poesie pubblicate
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Distanti esistenze,
serragli
di appartate anime,
dogane evocate
a confini di cuori.
Di sfere attrezzate
teniamo le chiavi,
chiudiamo varchi,
ritagliamo spazi
d’improvvido sè.
Movimento di
moltitudini
illude cammino:
è fermo il tempo
della solidarietà.
Orti curiamo
e muri a difesa,
differenti colori
separiamo
or di qua, or di là.
Spicchi di cielo
sostanziano
spazi aerei
di dispersi albori,
ronde di mare
disegnano
acque territoriali
di uniforme blu.
Separate terre
tra disperse genti
diventano isole,
paralleli viaggi
di Infinito invaghiti.
E allora
strappo i segnali,
distendo i sogni,
e lancio àncore
e allungo mani
e scrivo scale
e stendo strade.
Costruisco ponti per l’umanità.
©
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Mina Cappussi
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Molto bella, inserito segnalibro (Mina Cappussi)
C’è stato un errore, il messaggio era per altri (Mina Cappussi)
Bellissima☆♡ Plauso! (Vito Marco Giuseppe)
Commenti (1)
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A
Antonio Terracciano2 novembre 2019
I ponti devono esserci, senz’altro, ma sarebbe meglio per tutti se fossero "stretti" . Nel suo Vangelo Luca, nella parabola della "porta stretta" (alla quale s’ispira "La porte étroite", l’omonimo noto racconto di André Gide), ci insegna che la vera salvezza si ottiene solo superando molte difficoltà, solo passando attraverso una porta stretta appunto. Penso che se l’immigrazione fosse selezionata, premierebbe gli "uomini di buona volontà" del continente nero, che certamente anche lì non mancano, e renderebbe la nostra società europea, oltre che più aperta, meglio organizzata, maggiormente meritocratica, più sicura e giusta, quasi esemplare...
