Mentre s’affaccia il giorno
Una striscia rosa s’accende
e piano avanza all’orizzonte;
il suo velo stende sui palazzi
ombre indistinte e addormentate.
Brilla una luce in lontananza
e piano, tra cento sorelle,
cede il passo l’ultima stella.
E’ senza suono il momento,
è senza parole quest’alba,
solo il cielo sembra ascoltare
quel grido sommesso nel petto
che freme e stanze vuote riempie.
S’illude e canta l’allodola
ma un frullare d’ ali la scaccia,
scricchiolano i passi nel viale
d’un viandante solo e distratto.
Un raggio per primo trafigge
nuvole di soffice rosa,
poi muore sui vetri appannati
e una piccola goccia svela,
brilla come brina sul prato
sulle mani nude s’arrende
e rotola in mille frammenti.
Carezza l’aurora il mio pianto,
fra lenzuola sgualcite e insonni
perso è l’attimo, fuggito via
con la follia d’averti amato;
senza speranza è ormai ogni giorno,
nessun gesto antico e amato
c’è tra questa mura, e ferita
senza più guardarmi allo specchio
fra silenziose abitudini
e chiedendomi invano un perché
qui resto,
mentre s’affaccia il giorno.
©
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L'autore
Franca Canfora
Difficile parlare di me, dirvi chi sono con poche parole. Franca in fondo è solo una semplice sognatrice, per la quale la poesia è passione, voglia di raccontare emozioni, gioie, dolori, ma anche cura dell’anima. Per questo lascio aperta la porta del cuore, lasciando che a parlare sia proprio lui, il centro del mio mon
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