Come lampi nella notte
Chiaro
e profondo
era il pensiero
ma
non aveva parole
o sintassi
da rispettare.
Molti
i significati
racchiusi
in frazioni infinitesimali di tempo
nell’esiguità
d’un sospiro.
Come
lampi ripetuti
che
rischiarino la notte.
Forse
non avrei dovuto
neppure
chiamarlo pensiero
ma
l’abitudine
non mi permetteva
di concepire altro.
D’altronde
come
poter accettare
l’assurda evidenza
d’un vuoto
così pieno
d’una comprensione
così totalizzante
eppure
d’ogni
usuale riferimento
così
vuota?
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