Voglio te
Voglio te
voglio la mamma che è in te
la femmina, la figlia e la giovenca
voglio l’anima, tua perversa
che gocciola dalle tue cosce
e di quella dissetarmi.
Voglio te
voglio la tua dolcezza
la tua lingua arsa
voglio la tua bocca affamata
la tua carezza
il tuo essere porca
che ingoia la mia incertezza.
Voglio te
voglio le tue mani
sulla mia carne che brucia
voglio le tue dita
nelle mie e nelle tue fessure
la tua saliva
sulla mia pelle che squama
il tuo fiato
che sconfina sulla mia deriva.
Voglio il tuo sangue
goccia a goccia sulle mie labbra
la tua lingua
sul mio liquido seminale
voglio che ti inchini sul mio crinale
ed io a venerarti come una madonna.
Voglio te
voglio i tuoi baci
in voli audaci di due adolescenti
tra il cielo e le rughe
tra i roghi delle nostre ferite
un viaggio dei sensi
bendati e inermi
verso un erotico infinito.
©
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Commenti (1)
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Antonio Terracciano21 dicembre 2019
Certe poesie, come questa, di Demetrio Amaddeo mi ricordano parecchio le mie di quando ero diciassettenne, diciottenne (poesie che, forse sbagliando, non ho pubblicato né pubblicherò mai) . Gli invidio, pur essendo egli, come credo, ormai un uomo maturo, quella forza erotica adolescenziale che Demetrio ha il coraggio di esprimere senza reticenze. La poesia è tante cose, ed io ne apprezzo soprattutto gli estremi, l’accurata raffinatezza stilistica abbinata a dei contenuti tenuti sotto controllo come lo slancio, l’impeto della forma che sa veicolare concetti che scaturiscono dalle profondità dell’Es.