Natale, un camino
Mina Cappussi
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Arde legno stagionato
colorando l’inferno
di brace rovente:
rossa, immota
geografia di natività.
Lingue di fuoco
danzano
saettando riverberi:
giallo e arancio
nel sangue del mondo.
Troia funesta
al rogo acheo;
si fa magma
dal ventre caldo
il tronco che fu albero.
E sogna foreste
e verde brillante
e terra feconda
e acqua danzante
di riti e di Madri.
Viola e marrone:
d’un tratto l’abisso
brucia
opulento Natale
del centro commerciale.
Torroncini- baci
esaurite tentazioni:
muore la confezione
tra lampi- bagliori
che accendono mattoni,
esala ultimo respiro
ramo di abete
di sughero brillo
tra stelle invocate
e profili di gatte.
Danzano intanto
le lingue di fuoco
disattente e provvide
languide cadono
su un Natale in cammino.
Il fuoco brucia
il fuoco arde
strappa il freddo
di un Bambino
violato ogni dì.
Invoca la pace
di un mondo
straziato
e ancora brucia
disegna sorrisi.
Il Natale
è un camino
che invoca speranze,
accende carboni,
stilla emozioni.
©
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L'autore
Mina Cappussi
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Gtande sensibilità dell’Autrice sf. (Alberto De Matteis)
Commenti (1)
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Alberto De Matteis1 gennaio 2020
Sensazioni ed emozioni particolari si susseguono in questo meraviglioso componimento, dove l’Autrice con immagini molto suggestive si sofferma per far comprendere qual è il senso vero del Natale, festività cristiana, che nulla ha a che fare con l’imperante e sfrenato consumismo odierno. Il Natale, scrive la poetessa, è un camino che invoca speranza, speranza di amore e pace per tutti.

