Potevamo, si potevamo
Potevamo superare gli argini
se non ci fermavamo a contare i passi
se non ci specchiavamo nell’acqua torbida
credendo di essere noi i belli
sparvieri truccati e straniti tra i venti.
Potevamo bere fino all’ultima goccia di mare
sventolando gerani in groppa a cavalli alati
e invece ci siamo persi in noiosi discorsi
-hai ragione tu, ho torto io-
e poi all’improvviso accorgerci
del mutismo dei pesci che respiravano appena
che a fiotti galleggiavano quasi tutti morti.
Adesso non so se c’è tempo di rimediare
la gente è in fila per i saldi di fine stagione
mentre io mi chiedo quando finiranno le esplosioni
e quando finiremo di raccattare i monconi.
Potevamo, si potevamo ma non l’abbiamo fatto
lascio in eredità questo mio poco o nulla
che si riversi in un’anima pulita
sperando che non si disperda
così come abbiamo fatto noi e tutti quelli come noi
specchiandoci nel libidinoso esistere.
©
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