Straniero a me stesso
Esule
in terra straniera
colto
da struggente nostalgia
solitario
cammino
tra una folla di volti
che
più
non riconosco.
Al fulgore
ambrato
dell’ultimo sole
gli occhi stanchi
socchiudo.
E
un altro tempo
inaspettato
dell’oblio
lacera il velo.
A fatica
le mie gambe
riesco a trascinare
mentre il respiro ardente del Simun
verso casa
finalmente mi sospinge
come se
i secoli
mai
avessero sbiancato
tra la sabbia
le mie ossa.
Nella speranza
di ritrovare il cammino
a lungo
l’orizzonte
ho contemplato.
Quel cammino
che
solo ora
su una strada affollata
di una terra lontana
con
questi occhi
a me stesso forestieri
tra le dune
abbaglianti
del Tempo
comincio a intravedere.
©
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