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Riflessioni 28 gennaio 2020 · lettura 1 min · 882 letture

Un universo personale

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Antonio Terracciano 1000 poesie pubblicate
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Personale universo sta in raccolta di poesie d’ogni singolo poeta: facilità di comprensione è molta, o ne resta il lettore a volte a dieta. Dipende dalla psiche dell’autore, che espone i fatti senza reticenze o si racchiude, dandogli valore, in un guscio ricolmo di decenze. Ci vorrebbe un Mauron, che bene o male smaschera il contenuto ben racchiuso in cassaforte solida e verbale, di cui la chiave appare fuori uso. Una ripetizione d’aggettivi, di certi nomi, oppur di qualche verbo, svelar potrebbe in parte gli obiettivi delle composizioni, e il loro nerbo. Ma a cosa servirebbe, alla fin fine, sapere tutto di chi scrive i versi, se aprono essi porte sopraffine a menti dei lettori più diversi?
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Il francese Charles Mauron (1899 - 1966) , laureato in fisica, traduttore e appassionato di psicoanalisi, fondò la "psicocritica", cercando, nei suoi saggi, di prendere in analisi i testi letterari per evidenziare le "reti di immagini" della produzione poetica, aprendo così una finestra sull’inconscio dell’artista.

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L'autore
Antonio Terracciano

Sono un ex insegnante di scuola media (di francese) , e vivo nella cittadina in cui sono nato (a quindici chilometri a nord-est di Napoli) . Da giovane scrissi un centinaio di poesie (quasi tutte adesso da buttare) in versi liberi (e qualcuna anche quasi ermetica) , ma poi, dopo un letargo poetico durato più di trent'

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Commenti (1)

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carla vercelli28 gennaio 2020

Trovo molto interessante questa metapoesia (poesia sulla poesia, uno dei generi preferiti dall’autore e anche da me, insieme a quello delle città...) per due motivi: la scrittura poetica è senz’altro più vicina all’inconscio e all’irrazionale che alla razionalità e, secondo motivo, a che cosa serve sapere tutto di chi scrive i versi se ogni lettore ne può dare un’interpretazione diversa (ecco, importantissima, l’universalità della poesia). A volte, aggiungo io, si può apprezzare una poesia semplicemente per il suo aspetto fonetico o per la sua intrinseca bellezza nell’accostamento di parole senza carpirne per niente il significato o, meglio, il senso. Molto apprezzata, musicale, superbamente scritta e conclusione splendida!