Passi
Come fossero
passi
che
lungo desolati corridoi
lenti
s’approssimino
in fremente attesa
mi pongo
a metà
tra la paura
che sento bagnare la mia fronte
e
l’insana curiosità
della scimmia
che
nella mia testa volteggia.
Nel volgere
di brevi
spasmodici istanti
il volto dell’Ignoto
che sempre più
s’avvicina
cerco
di prefigurare.
Sarà
forse il Tempo
che
col suo passo cadenzato
da sempre
mi tormenta
il Caso
che per suo capriccio
come balocco
mi abbia scelto
o addirittura
la Morte
che all’appuntamento col Destino
non voglia mancare?
D’un tratto
come una bolla di sapone
che
nel petto
mi esploda
di un’antica promessa
mi sovviene
la memoria:
che sia
dunque
l’Amore
che sin quaggiù
nelle spettrali catacombe
delle mie
innumerevoli
perdute identità
si sia spinto
infine
a cercarmi?
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