Il mio domani (8 marzo 2020)
Peppe Cassese
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“Ciò che non siamo, ciò che non vogliamo”
col cuore mangiucchiato dal coraggio
a caccia del più limpido viraggio
nel segno mio di Eva e non di Adamo.
Ciò che sentiamo ciò che sopportiamo
lungo la strada dura del retaggio
vittime senza pace dell’oltraggio
con sangue ed ombre appese a un torto ramo.
E il mondo gira intorno al nostro io
recluso tra le luci dal ricordo
del tuo passato vecchio sgocciolio
del tempo irrispettoso e alquanto ingordo
di quando il petto rimetteva a Dio
le note amare dal mio canto sordo.
E donna nuova a bordo
nella certezza ovvia dei due pani
io navigo di fronte al mio domani.
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L'autore
Peppe Cassese
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Commenti (2)
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T
Tonia La Gatta8 marzo 2020
Certo che per essere un uomo ti sei dato da fare. Una poesia degna di questo nome, con tanto di cappello e di mimosa all’occhiello. Grazie!
G
Giuseppe La Marca9 marzo 2020
Un gran bel spnetto caudato, con tutte le componenti al posto giusto. in una metrica che sembra rivivere un nuovo modo di poetare. Un canto al femminile, eseguito da un "maschio", senza sbavature.
