Le beghe delle fate
Peppe Cassese
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Se misero sarò potrò godere
del cappio sotto il ramo degli ammanchi
libidine per cuori sfatti stanchi
figliastri incatenati al tuo volere.
Se avido sarò saprò valere
in questa sfida nata in mezzo ai banchi
articoli sottratti ai saltimbanchi
nel gioco del piacente col dovere
almeno un giorno steso nel fluire
tra mani aperte pronte e controllate
con l’arte del più scipido impazzire
nell’ora dei ricordi senza date
come succede a chi non sa gioire
del vento afro e in fondo accomodate
le beghe delle fate
con sole stelle e luna fanno a schiaffi
nel cielo ossessionato dai tuoi graffi.
©
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Peppe Cassese
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Commenti (1)
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R
RitaLM10 marzo 2020
Originalità, fantasia, maestria, in un sonetto che ha qualcosa di magico e misterioso. Letto con gran piacere e apprezzato.
