Le figlie dei tranvieri
Le figlie dei tranvieri hanno il vantaggio
di osservare quei padri ritornare
dal lavoro non come tanti altri,
ma dopo avere visto vario mondo.
E soprattutto, poi, quand’è notturno
il turno di lavoro ch’essi fanno,
hanno negli occhi aspetti della vita
marginale, che agli altri padri sfuggono:
drogati, spacciatori, prostitute
le pupille dei conducenti affollano;
anche se con le figlie non ne parlano,
d’esse l’immaginario ben riempiono
(spesso hanno amore incondizionato
le figlie per i padri, lo sappiamo,
ed intuitivamente esse si cibano
d’immagini così particolari) .
A età adulta arrivate, agevolmente
navigano nei mondi che portarono
a casa i loro padri, molto meglio
di figlie delle quali il genitore
ebbe un lavoro al chiuso, dove sempre
stesse facce aggirarsi egli vedeva.
E con naturalezza allora danzano,
pur se non proprio come Carla Fracci,
tra tante nefandezze della vita,
in bellezze mutandole, col tipico
quasi alchemico istinto femminile.
Supremazia avranno su altre donne
nel catturare d’uomini l’amore:
ben oltre la bellezza, infatti noi
aneliamo, in gran parte, ad incontrare
compagna un po’ psicologa, che sappia
tanti umani difetti perdonare.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
A
Tutte le opere →
L'autore
Antonio Terracciano
Sono un ex insegnante di scuola media (di francese) , e vivo nella cittadina in cui sono nato (a quindici chilometri a nord-est di Napoli) . Da giovane scrissi un centinaio di poesie (quasi tutte adesso da buttare) in versi liberi (e qualcuna anche quasi ermetica) , ma poi, dopo un letargo poetico durato più di trent'
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Francesco Rossi14 marzo 2020
Mi piace questa trasposizione che tende a dare una visione d’insieme del mondo del lavoro tranviario spesso dimenticato.
