Tutto questo
Eppure mi ero quasi abituato alle maschere
maschere invisibili, sovrapponibili
maschere per ogni occasione
maschere per nascondere il male
in un valzer sfrenato di un finto Carnevale.
Eppure mi ero quasi abituato ai muri
alle frontiere, alle palizzate
barriere che ci fanno alzare
per isolarci da noi stessi, dagli altri
da mostri inventati e ombre nella testa
amori impigliati nel filo spinato
carezze a abbracci dispersi
in una fatua certezza.
Eppure mi ero quasi abituato a tutto questo
a quello che ci hanno imposto
per fingerci uomini
chiudendoci nei recinti d’effimera proprietà
falsa libertà per salvaguardare il nostro nulla.
Ma a tutto questo di adesso
a queste maschere di cartapesta
queste maschere di gesso
questo tenersi lontani e bramare un respiro
un bacio o un sorriso
tra una bestemmia e una preghiera
nelle strade isolate della diffidenza
che ci porteranno alla fame e all’indifferenza, no
tutto questo non l’avevo previsto
mentre fuori è silenzio
e dentro di noi cerchiamo il senso
tra le note stonate
di un canto d’uccelli a Primavera.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
E’ l’elevazione al quadrato di ciò che c’era già. (Antonio Terracciano)
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!