Distanza
E la distanza
inesorabilmente
cresceva.
Quella
terribile distanza
tra
l’Ideale e il Reale
che
i nostri sogni
amaramente sconfessa
e
dello spirito
l’anelito
tormenta.
Come se
la quarantena dei corpi
le une dalle altre
le anime
allontanasse.
Polverizzando
il sentire degli uomini
in minuti
frammenti
che
il gorgo del Tempo
avido
risucchiava.
Soggiogati
dall’Abisso
che
come un’immensa bocca
già pregustava
la delizia
dei nostri giorni infranti
non ci restava
che
cedere.
Un’emozione
dopo l’altra
un pensiero dopo l’altro
all’avanzare
di invincibili armate
composte
da amici
padri
madri
e ormai
lontani fratelli.
Ma
quando
senza più speranza
ogni forza residua
all’interno
sembrava volersi ritrarre
la Storia
bruscamente
s’interruppe
come se
una mano invisibile
delle ore
e del dolore di esistere
avesse
resettato il conto.
E
al tocco dell’Inatteso
ricominciammo
a sognare.
©
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