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Spirituali 2 aprile 2020 · lettura 1 min · 959 letture

Il corpo del Sogno

M
Marco Forti 502 poesie pubblicate
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Nel buio dei miei occhi chiusi attorcigliati alle fibre degli ultimi muscoli recalcitranti il guizzare di mille fili avverto. Seguendo del sole il percorso nel cielo al greve sogno del corpo il mio corpo del Sogno avvincono. Come fossero gomene così serrate che tra le acque stagnanti del Porto la mia barca costringano. Non lasciandomi scelta. Lungo affollate vie nei locali per anime sole tra fiere dell’ovvio e mercati di morte dove come spiaggiati da una tempesta sui freddi banchi dell’Ignoranza senza vita giacciono i messaggeri del Profondo ogni giorno stancamente m’aggiro. Ma il tour delle attrazioni più attrazione non ha e all’estremità ventosa del molo là dove il profumo del mare più intenso si fa sempre mi ritrovo. Ad ascoltare vecchi malinconici marinai coi volti scolpiti dal sole avvizziti dalla furia del maestrale che per sentirsi ancora vivi avventurose storie d’Oltremare ogni giorno tra di loro rammentano.
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Provare volontariamente a mollare gli ormeggi che legano lo spirito al corpo (esperienza extracorporea), invece di aspettare la notte, ci pone di fronte ad una forza difficile da superare: la forza dell’Incarnazione. Quando si cerca di approfondire il rilassamento fisico e ci si trova in quello stato in cui la mente è sveglia e cosciente e il corpo addormentato, si percepiscono i fili che come gomene, impediscono l’uscita della nostra "barca" dal Porto terrestre. Probabilmente, solo quando la nostalgia del mare aperto si fa pressante, ci è concesso di togliere coscientemente gli ormeggi.

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Marco Forti
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