Il corpo del Sogno
Nel
buio
dei miei occhi chiusi
attorcigliati
alle fibre
degli ultimi muscoli recalcitranti
il guizzare
di mille fili
avverto.
Seguendo
del sole
il percorso nel cielo
al greve
sogno del corpo
il mio corpo del Sogno
avvincono.
Come fossero
gomene
così serrate
che
tra le acque stagnanti del Porto
la mia barca
costringano.
Non lasciandomi
scelta.
Lungo
affollate vie
nei locali
per anime sole
tra
fiere dell’ovvio
e mercati di morte
dove
come spiaggiati
da una tempesta
sui freddi banchi dell’Ignoranza
senza vita
giacciono
i messaggeri del Profondo
ogni giorno
stancamente m’aggiro.
Ma
il tour delle attrazioni
più attrazione
non ha
e
all’estremità ventosa del molo
là dove
il profumo del mare
più intenso si fa
sempre
mi ritrovo.
Ad ascoltare
vecchi
malinconici marinai
coi volti
scolpiti dal sole
avvizziti
dalla furia del maestrale
che
per sentirsi ancora vivi
avventurose
storie d’Oltremare
ogni giorno
tra di loro
rammentano.
©
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