Canto
Peppe Cassese
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Canto il tuo nome
il volto sfigurato
gli sputi che ti imbrattano la faccia
le spine che incoronano il mio re
lo squarcio dentro il petto
l’estremo grido e il capo reclinato
il cuore ormai spezzato.
Canto Maria
il pianto illacrimato
la mia madonna candida ragione
col suo sorriso rorido di cielo
le spade dentro il petto
la santità illustrata e sottomessa
dolcissima vanessa.
Canto la fede
il dio sacrificato
la forza del peccato e del tributo
la carità asservita e la speranza
l’ardore dentro il petto
la grazia ed il perdono sul Calvario
il nuovo calendario.
Canto l’amore
del verbo fatto uomo
la via la fede e l’alito divino
il coraggio del figlio e il sacro frutto
sull’albero del male
col sangue tra i tormenti riversato
e il giorno che ha trionfato.
Canto il mio tempo
l’intrepido balzello
la gente che declina silenziosa
le bocche infette l’avido Acheronte
il pianto della vita
il sole che continua a tramontare
sul mondo e il suo penare.
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L'autore
Peppe Cassese
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Commenti (1)
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RitaLM12 aprile 2020
Pochi tocchi, pieni di effetti metaforici, per dare un volto originale ad un giorno speciale, come la domenica di Pasqua, con un finale al passo con i tempi.
