Divagazioni
Peppe Cassese
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In fretta me la sbrigo
vestito e ancora attivo
essendo un vecchio rigo
pretendo fare il divo
nel mettere il giudizio mio in castigo
senza poter svernare il tuo diletto
essendo il capofila di un intrigo
non penso e se mi accade te lo affetto.
E grazie al tuo insanire
lo stenderò sul letto
insieme a quel vagire
in cerca d’altro petto
dove chi grida abbraccia il figlio muto
che a notte piange e il mondo vuol capire
davanti e dopo il volo mai goduto
nel desiderio immenso di fiorire.
Pudico ed indecente
da tutti benvoluto
così soavemente
lo sento anacoluto
nel dare fede e luce al sovversivo.
Seduto sopra un bordo rispondente
non parlo e se mi aggrada resto vivo
su questa giostra magica del niente.
©
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L'autore
Peppe Cassese
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Bravo come sempre Peppe. Molto apprezzata! (Marisa Amadio)
Che bella! (Tonia La Gatta)
Che bello leggere questo autore! (Jo Kondelli Ghezzi)
Un vero gioiello di ironia. (Giuseppe La Marca)
Commenti (1)
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G
Giuseppe La Marca29 aprile 2020
La ricchezza delle parole è evidente in questa lirica che si sewrve dell’ironia per spaziare e per sondare l’animo umano, capace di intraprendere qualsiasi viaggio e di inventarne dei nuovi.
