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Satira 27 aprile 2020 · lettura 1 min · 1345 letture

Divagazioni

Peppe Cassese 2168 poesie pubblicate
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In fretta me la sbrigo vestito e ancora attivo essendo un vecchio rigo pretendo fare il divo nel mettere il giudizio mio in castigo senza poter svernare il tuo diletto essendo il capofila di un intrigo non penso e se mi accade te lo affetto. E grazie al tuo insanire lo stenderò sul letto insieme a quel vagire in cerca d’altro petto dove chi grida abbraccia il figlio muto che a notte piange e il mondo vuol capire davanti e dopo il volo mai goduto nel desiderio immenso di fiorire. Pudico ed indecente da tutti benvoluto così soavemente lo sento anacoluto nel dare fede e luce al sovversivo. Seduto sopra un bordo rispondente non parlo e se mi aggrada resto vivo su questa giostra magica del niente.
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Peppe Cassese
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Bravo come sempre Peppe. Molto apprezzata! (Marisa Amadio)

Che bella! (Tonia La Gatta)

Che bello leggere questo autore! (Jo Kondelli Ghezzi)

Un vero gioiello di ironia. (Giuseppe La Marca)

Commenti (1)

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G
Giuseppe La Marca29 aprile 2020

La ricchezza delle parole è evidente in questa lirica che si sewrve dell’ironia per spaziare e per sondare l’animo umano, capace di intraprendere qualsiasi viaggio e di inventarne dei nuovi.