Sulla stessa strada
Mascherati
nel corpo e nell’anima
sulla stessa strada
mestamente
camminiamo.
Le stesse foglie
sfioriamo
che
una volta di più
da quei rami
che
solo ieri erano spogli
a nuova vita
rinascono.
E
lo stesso vento tiepido
scivolando
sulla pelle
un’altra struggente estate
annuncia.
Ma
al di là
dello sfondo delle cose
che
alla periferia di noi stessi
prende
forma e sostanza
un grido
lacera
il sudario della Notte.
Di
questa
sbigottita tristezza
che
dietro il bavaglio
consensualmente indossato
evidente traspare
quale
lo scopo
se non il ricordare?
Perché
al di là di mutevoli apparenze
questa
è la strada
che
senza mai
prevederne l’esito
innumerevoli
volte
abbiamo calpestato.
Distratti passanti
che
inconsapevolmente
passano
sul palcoscenico
di uno spettacolo
che
credono di non conoscere.
Eppure
per
calcare queste tavole
logorate
da un tempo
troppo grande
anche solo da riuscire a immaginare
e intrise
del dolore di esistere
di così
tanti esseri
da rischiare di perdere
la propria ragione
nell’insopportabile sforzo di capire
alla stessa
Eternità
il nostro spirito
ha rinunciato.
©
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