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Ribellione 9 maggio 2020 · lettura 1 min · 1439 letture

Era covidica

Giuseppe Mauro Maschiella 683 poesie pubblicate
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Seduto sui gradini della vita penso agli anni che fuggono, alle generazioni che seguono. In pochi giorni quanti sono morti nelle case e negli ospedali chiusi, soli, senza respiro ed assorti nella vaga speranza, stampata sui visi. Scivolano lente le ore del dolore sirene d’ambulanze infrangono mura silenziose. Tanti sovrastano l’ansia ed il dolore in questo tempo strano e triste che sull’anima preme con pudore aspettando una fine che forse non esiste. Restano indietro i giorni del passato non ricordo un tempo così doloroso, penso al trauma subito alla impaurita vita dei bambini prigionieri in casa. Stanno i loro sogni tra il bianco e il nero in un cielo oscuro, senza futuro e a lor pensando mi sovviene il pianto.
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L'autore
Giuseppe Mauro Maschiella

Ho iniziato nel 2014 e continuo il mio hobby di scrivere poesie. Generalmente la poesia di grandi poeti esalta la bellezza nelle sue varie forme: della donna, della natura, della creazione, ecc… esaltando cosi le illusioni. Il mio modo di fare poesia è diverso: anche io a volte esalto la bellezza, ma in quasi tutte le

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Commenti (4)

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Sara Acireale10 maggio 2020

Sono giorni difficili, pieni i terrore e di sgomento questi che stiamo attraversando. Molti anziani sono morti senza potere dare l’ultimo addio ai loro cari, senza un conforto, una stretta di mano e un sorriso. Molti bambini sono impauriti perché sradicati dalla scuola, dai loro amichetti. E che dire di coloro che hanno perduto il lavoro e vivono nella disperazione? Non nego che, a questo pensiero, una lacrima scende piano piano dal mio viso.

Franca Merighi10 maggio 2020

Meglio di così non poteva esprimersi il nostro bravo Poeta! Sono versi che dipingono il quadro di quello che stiamo vivendo in questo momento, che mai e poi mai, ci saremmo immaginati di vivere. Ben scritta, Complimenti!

Alberto De Matteis12 maggio 2020

Lirica attualissima che, attraverso immagini suggestive e con dovizia di particolari, mostra al lettore la reale situazione che stiamo vivendo da tempo. In pochi giorni tanti morti, negli ospedali tante persone che lottano tra la vita e la morte, medici, infermieri ed operatori che senza badare agli orari si dedicano e si prodigano come angeli discesi dal cielo. Direi che il titolo che ha dato l’Autore "Era covidica" non è stato dato a caso, ma rispecchia il periodo attuale nel quale paura e speranza si intrecciano continuamente. Non ricordo, dice il Poeta, un periodo doloroso come questo, ma la speranza che è l’ultima a morire, non deve mai mancare. Un plauso sincero all’Autore per aver regalato questa lirica densa di emozioni.

Giacomo Scimonelli19 maggio 2020

L’autore pensa alle generazioni future senza dimenticare il periodo attuale... stiamo vivendo un vero e proprio dramma... i morti, in tutto il mondo, oramai si contano a fatica. Ogni giorno veniamo aggiornati con dei numeri... dei numeri che rappresentano delle persone. Alcuni si salvano, guariscono, mentre altri perdono la vita. Ci si sente impotenti davanti questa tragedia... l’umanità forse, a memoria d’uomo, non ha mai vissuto un periodo così triste. Il pensiero va a quei bambini che non riescono più a sognare... che futuro potranno mai avere? Un testo che fa riflettere e commuove...